Avvocato Esperto in Successioni
Ereditarie a Bergamo:
Eredità, Divisioni e Testamenti
Prenota ora un consulto Lo Studio Pellegrino - Pesenti Gritti assiste a Bergamo chi affronta una successione:
dalla verifica di chi ha diritto a ereditare, alla scelta se accettare o rinunciare, fino alla divisione di beni tra coeredi in disaccordo e alla contestazione / impugnazioni di testamenti che ledono i diritti degli eredi legittimi. Un supporto legale evita errori che possono costare caro, soprattutto quando nell'eredità sono compresi anche debiti.

La nostra esperienza in materia successoria
La nostra esperienza in maniera successoria riguarda principalmente:
Controversie ereditarie tra figli e genitori
con particolare riferimento a donazioni che hanno leso i diritti dei legittimari o a testamenti che escludono uno o più eredi.
Assistenza a chi ha accettato un'eredità senza beneficio d'inventario
trovandosi esposto ai debiti del defunto.
Tutela anche al coniuge superstite
garantendo la salvaguardia dei suoi diritti, compreso il diritto di continuare ad abitare nella casa familiare quando previsto dalla legge.
Il nostro approccio alle successioni
Ogni successione richiede un approccio personalizzato che parte dall'ascolto del cliente e dalla comprensione delle dinamiche familiari. Attraverso un'attenta analisi della documentazione patrimoniale del de cuius, individuo le questioni giuridiche rilevanti e le possibili criticità tra gli eredi. L'obiettivo è prevenire, ove possibile, il contenzioso e tutelare con efficacia i diritti del cliente, offrendo un'assistenza completa, rigorosa e orientata alla ricerca della soluzione più adeguata.
Numeri e competenze dello studio
Da oltre 15 anni assistiamo i clienti nelle controversie successorie, con particolare esperienza nelle impugnazioni di testamenti e nelle divisioni ereditarie di immobili, somme di denaro e patrimoni. Molte controversie si risolvono attraverso una consulenza qualificata e il dialogo tra gli eredi. Quando ciò non è possibile, tuteliamo il cliente nella mediazione obbligatoria e, se necessario, nel giudizio davanti al Tribunale, seguendo ogni fase della procedura.
Casi che abbiamo seguito
Negli ultimi anni abbiamo assistito con successo clienti in numerose impugnazioni testamentarie per la tutela degli eredi legittimari esclusi, ottenendo risultati favorevoli sia in mediazione sia davanti al Tribunale.
Abbiamo seguito controversie per il recupero di quote ereditarie indebitamente trattenute da altri coeredi e casi di esclusione totale di un figlio o di un fratello dal testamento
Abbiamo assistito famiglie nella definizione di accordi per la divisione equa di immobili, somme di denaro e altri beni ereditari, privilegiando soluzioni condivise quando possibile.
Gli errori più comuni che vediamo
Cosa consigliamo ai clienti
Il consiglio che diamo ai nostri clienti è di rivolgersi a un professionista prima di compiere scelte che incidono sul patrimonio familiare o sui diritti degli eredi. Una consulenza preventiva consente di individuare la soluzione giuridica più corretta, prevenire controversie future ed evitare errori che possono avere conseguenze economiche e familiari anche molto rilevanti.
Perché rivolgersi a un avvocato per una successione
Una successione coinvolge spesso più persone con interessi diversi: fratelli, coniugi, altri parenti ed è uno dei momenti in cui più facilmente nascono conflitti familiari duraturi. Un avvocato esperto in successioni ereditarie aiuta a capire subito chi ha diritto a cosa, quali scadenze rispettare (alcune sono strette e la loro scadenza può far perdere diritti importanti) e come muoversi se l'eredità comprende anche debiti o beni difficili da dividere, come un immobile.
Come si avvia una pratica di successione: la dichiarazione di successione
Il primo adempimento pratico, distinto dalla scelta se accettare o rinunciare all'eredità, è la dichiarazione di successione: un atto fiscale da presentare all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (cioè dalla morte del defunto). Va presentata da chi eredita, dai chiamati all'eredità o dai legatari, anche solo per informare il fisco della situazione, indipendentemente dalla decisione finale su accettazione o rinuncia. Tra i documenti generalmente necessari: certificato di morte, stato di famiglia del defunto, documenti d'identità e codice fiscale degli eredi, eventuale testamento, visure catastali degli immobili posseduti, estratti conto ed eventuali titoli o polizze.
Avvocato o notaio: due figure complementari
È una delle domande più comuni, e la risposta è che spesso servono entrambi, in momenti diversi. Il notaio interviene tipicamente per gli atti pubblici — ad esempio quando serve un atto per vendere un immobile ereditato, o per formalizzare una divisione che comprende immobili. L'avvocato interviene per tutto ciò che riguarda la tutela dei diritti: capire quali sono le quote spettanti, gestire un disaccordo tra coeredi, valutare se accettare puramente o con beneficio d'inventario, contestare un testamento o difendersi da una contestazione. Nella pratica, il nostro studio segue il cliente nella fase di analisi e decisione, e lo indirizza dal notaio quando serve un atto pubblico specifico.

Successione legittima: cosa succede senza testamento
Successione testamentaria: i tipi di testamento
Se esiste un testamento valido, questo prevale sulla successione legittima entro i limiti della quota di legittima (vedi sotto). Le forme principali sono:
Testamento olografo
scritto, datato e firmato interamente a mano dal testatore: è la forma più comune, ma anche quella più facilmente contestabile o smarrita
Testamento pubblico
ricevuto da un notaio alla presenza di due testimoni: offre maggiori garanzie di validità formale
Testamento segreto
scritto dal testatore (anche non di suo pugno) e consegnato chiuso a un notaio: oggi è la forma meno utilizzata.
Quota di legittima e quota disponibile
La legge riserva sempre una parte del patrimonio — la quota di legittima — a determinati familiari stretti (i "legittimari": coniuge, figli e, in loro assenza, i genitori), che non può essere tolta nemmeno con un testamento. Il resto è la quota disponibile, di cui il testatore può disporre liberamente. Le proporzioni esatte cambiano in base a chi sono i legittimari presenti nel caso concreto: ad esempio la situazione è diversa se ci sono solo figli, solo coniuge, oppure coniuge e figli insieme.
Come si divide un'eredità tra fratelli in disaccordo
Finché non viene divisa, l'eredità appartiene a tutti i coeredi insieme (comunione ereditaria). Se tutti sono d'accordo, si procede con una divisione consensuale, anche con l'assistenza di un notaio se ci sono immobili. Se manca l'accordo — ad esempio un fratello non vuole vendere la casa di famiglia mentre gli altri sì — occorre una divisione giudiziale: sarà il Tribunale a decidere come ripartire i beni, se necessario disponendo la vendita all'asta dei beni non comodamente divisibili.
Accettazione dell'eredità: pura e semplice o con beneficio d'inventario
Rinuncia all'eredità: quando conviene
Si può anche rinunciare all'eredità, in tutto o in parte, con una dichiarazione formale ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo dove si è aperta la successione. È una scelta da valutare con attenzione soprattutto quando l'eredità rischia di comprendere più debiti che beni.
Contestare un testamento: motivi validi e procedura
Un legittimario escluso o penalizzato oltre la quota che gli spetta per legge può agire con l'azione di riduzione, per far dichiarare inefficaci le disposizioni testamentarie (o le donazioni fatte in vita dal defunto) nella parte in cui ledono la sua quota di legittima. Un testamento può inoltre essere contestato per vizi formali, per incapacità del testatore al momento della redazione, o per falsità.
Successione e debiti del defunto
Se il defunto aveva debiti (mutui, prestiti, cartelle esattoriali), questi si trasmettono agli eredi insieme ai beni, salvo che si scelga l'accettazione con beneficio d'inventario descritta sopra. Prima di accettare un'eredità è quindi importante ricostruire con precisione la situazione debitoria del defunto.
