Avvocato Penalista a Bergamo:
Maltrattamenti in Famiglia,
Stalking e Aggressioni

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Lo Studio Pellegrino Pesenti Gritti assiste a Bergamo chi è coinvolto in procedimenti penali legati a maltrattamenti in famiglia, stalking e aggressioni

 sia come vittima che necessita di tutela, sia come persona indagata /imputata che ha diritto a una difesa. Sono situazioni che nascono spesso proprio nel contesto di separazioni conflittuali, l'area in cui lo studio ha maggiore esperienza.

Palazzo di Giustizia di Bergamo
Avvocati Monica pellegrino e Alessandra Pesenti Gritti - esperte in separazioni

La nostra esperienza in ambito penale

Lo Studio segue anche i casi di diritto penale ormai da anni. Secondo la nostra la nostra esperienza dietro ogni accusa di maltrattamenti o stalking c'è una storia che merita di essere compresa, non giudicata in fretta.
Assistiamo sia chi è accusato sia chi è vittima, analizzando con rigore fatti, prove e contesto, perché ogni caso richiede una difesa attenta, fondata sui fatti e sulla tutela dei diritti
Nei momenti di maggiore conflittualità, mettiamo in campo le nostre doti migliori che sono equilibrio, esperienza e ascolto

Numeri e specializzazione

I casi che abbiamo seguito e che seguiamo sono numerosi. Spesso legati alla fase della separazione dei coniugi. Possiamo dire che ci occupiamo dei reati legati all’ambito familiare con continuità da oltre quindici anni.

Casi che abbiamo seguito

Nel nostro Studio ci impegniamo affinché emerga sempre la verità, analizzando ogni vicenda nel contesto in cui i fatti si sono realmente verificati. Un recente caso riguardava un uomo accusato di maltrattamenti dalla moglie, in una situazione di forte conflittualità coniugale. Dopo l'interrogatorio davanti al GIP, è emersa l'inconsistenza del quadro accusatorio e i fatti sono stati correttamente ricondotti a una crisi familiare, estranea al reato contestato. Il cliente, che rischiava gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ha ottenuto l'archiviazione del procedimento da parte della Procura. Un risultato che conferma quanto sia decisivo valutare ogni caso con rigore, equilibrio e attenzione al contesto.

Gli errori più comuni che vediamo

Nelle crisi familiari, un gesto impulsivo può trasformarsi in una grave conseguenza penale.
Tra gli errori più frequenti vi sono la sottovalutazione di una denuncia, le reazioni dettate dalla rabbia e comportamenti di controllo o ritorsione verso il coniuge.
Anche un messaggio, una frase minacciosa o un accesso non autorizzato alla privacy possono assumere rilevanza giuridica. Allo stesso modo, accuse prive di riscontri concreti o testimonianze indirette possono indebolire la ricostruzione dei fatti. La corretta gestione della situazione, fin dall'inizio, è fondamentale per tutelare i propri diritti.

Cosa dicono le nostre avvocate

Consigliamo sempre di non dare spazio alle provocazioni e di evitare il contatto con l’altro coniuge. L’obiettivo che i coniugi in crisi devono raggiungere è quello di tornare a volersi bene per ricostruire una vita serena a tutela propria e dei propri figli.

Approfondimenti

Maltrattamenti in famiglia

Il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 del Codice Penale) si configura quando un componente della famiglia o della convivenza sottopone un altro membro a una condotta abituale di sopraffazione — fisica, psicologica o economica — tale da rendere la convivenza dolorosa. Non serve un singolo episodio grave: è la ripetizione e l'abitualità della condotta a caratterizzare il reato, a differenza di un singolo episodio di aggressione (vedi sezione dedicata sotto). Il reato è oggi procedibile d'ufficio: non serve una querela della vittima perché le autorità possano intervenire.
Occorre tener presente che ogni caso è a sé. Non si possono fare previsioni di pena o di eventuali risarcimenti da pagare alla vittima del reato in maniera generica senza aver valutato i fatti e le conseguenze dell’eventuale reato.

Stalking e atti persecutori

Il reato di atti persecutori, comunemente chiamato stalking (art. 612-bis del Codice Penale), si configura quando una persona, con condotte reiterate di minaccia o molestia, causa nella vittima un perdurante stato di ansia o paura, il timore per la propria incolumità o quella di persone vicine, oppure la costringe a modificare le proprie abitudini di vita. Prima di arrivare alla querela penale, la vittima può chiedere l'ammonimento del questore: una misura di prevenzione più rapida, che diffida formalmente l'autore della condotta senza richiedere un intero processo penale. Se le condotte proseguono nonostante l'ammonimento, si può procedere con la querela. Nei casi più gravi il giudice può disporre misure cautelari come il divieto di avvicinamento alla vittima. È una situazione che emerge frequentemente dopo una separazione conflittuale: per l'assistenza sulla separazione vera e propria, vedi la pagina dedicata a Divorzi e Separazioni.

Aggressioni e lesioni personali

Le aggressioni fisiche rientrano giuridicamente in categorie diverse a seconda della gravità delle conseguenze: le percosse (art. 581 c.p.), quando non provocano una vera e propria malattia, e le lesioni personali (art. 582 c.p.), quando invece la provocano, con una distinzione ulteriore tra lesioni lievi, gravi e gravissime in base ai giorni di prognosi e alle conseguenze permanenti. Le lesioni lievi sono generalmente perseguibili solo su querela della persona offesa, da presentare entro un termine di legge; le lesioni più gravi, o quelle commesse in ambito familiare, possono invece essere procedibili d'ufficio. Oltre alla responsabilità penale, chi subisce un'aggressione ha diritto al risarcimento del danno in sede civile: per l'approfondimento su come si quantifica un risarcimento, vedi la pagina dedicata al diritto civile.

Altri reati che spesso emergono durante una separazione

Non tutte le situazioni penalmente rilevanti che nascono in una crisi di coppia rientrano in maltrattamenti, stalking o aggressioni. Un esempio concreto, già affrontato dallo studio: leggere le email o i messaggi dell'ex coniuge o convivente, anche se un tempo si aveva libero accesso a quegli account, è reato. La Cassazione civile, con la sentenza n. 23035/2021, ha confermato che l'accesso abusivo a una casella di posta elettronica protetta da password integra il reato di accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter c.p.), che concorre con quello di violazione di corrispondenza (art. 616 c.p.). Le informazioni ottenute in questo modo, oltretutto, non possono essere usate come prova in un giudizio di separazione.

Avvocato civile o avvocato penale: chi serve?

È una domanda comune, soprattutto per chi si trova per la prima volta ad affrontare una situazione di questo tipo. In sintesi: il diritto penale si occupa di reati e delle relative conseguenze — denunce, indagini, processo penale, difesa dell'accusato o tutela della vittima come parte offesa. Il diritto civile si occupa invece dei rapporti tra privati e delle relative conseguenze economiche — ad esempio il risarcimento del danno subito da chi ha sofferto un'aggressione, indipendentemente dall'esito del processo penale. Le due strade possono procedere in parallelo: una stessa vicenda (es. un'aggressione) può dar luogo sia a un procedimento penale sia a una causa civile di risarcimento. Il nostro studio segue entrambi gli ambiti, il che permette di seguire il cliente su entrambi i fronti con una visione unica della vicenda.

FAQ | Domande Frequenti

Cosa configura il reato di maltrattamenti in famiglia?

Una condotta abituale e ripetuta di sopraffazione fisica, psicologica o economica verso un familiare o convivente, tale da rendere dolorosa la convivenza. È procedibile d'ufficio, senza bisogno di querela.

È una misura di prevenzione più rapida della querela penale: il questore diffida formalmente l'autore di condotte persecutorie, su richiesta della vittima, prima o in alternativa a un procedimento penale vero e proprio.

Le percosse (art. 581 c.p.) non provocano una vera malattia; le lesioni personali (art. 582 c.p.) sì, e si distinguono a loro volta in lievi, gravi e gravissime in base alla gravità delle conseguenze.

Sì: la Cassazione (sentenza n. 23035/2021) ha confermato che accedere senza autorizzazione a una casella email protetta da password è reato, anche se in passato si aveva libero accesso a quell'account.

L'avvocato penale si occupa di reati e delle loro conseguenze (denuncia, indagini, processo, difesa o tutela della vittima); l'avvocato civile si occupa dei rapporti tra privati e delle conseguenze economiche, come il risarcimento del danno. Il nostro studio segue entrambi gli ambiti, spesso in parallelo per la stessa vicenda.

Il costo viene comunicato nel momento in cui avviene il contatto per prendere l'appuntamento.

Sei vittima di una condotta di questo tipo, o hai bisogno di una difesa?

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