Quali sono questi criteri ?
Secondo la sentenza della Cassazione i criteri da individuare sono tre: l’apporto fornito dall’ex coniuge al ménage quotidiano, le occasioni lavorative a cui il coniuge ha rinunciato per le esigenze della famiglia ed infine la durata che ha avuto il matrimonio.
Come liquidare l’assegno nella sua componente compensativa?
Il pagamento dell’assegno in questi casi porta, tuttavia, delle difficoltà poiché non è previsto un assegno a tempo indeterminato. Infatti, secondo le Sezioni Unite qualora l’ex coniuge abbia instaurato una nuova convivenza stabile, l’assegno di divorzio deve essere versato in unica soluzione o per un periodo di tempo limitato e predeterminato.
La difficoltà sorge, tuttavia, perchè il nostro ordinamento non prevede l’esistenza di un assegno limitato nel tempo pertanto le Sezione Unite evidenziano l’importanza dell’intervento dei giudici di merito, degli avvocati e dei mediatori affinché si arrivi ad un accordo tra le parti sul punto.
Ciò che manca, quindi, è una legge che disciplini casi simili, prevedendo l’esistenza di un assegno a tempo determinato.




